“Ventilatore”

Macchina per la respirazione assistita

 

Daniele Tommei - Digitarch Roma

 

(English Version)

 

            Roma 8 Aprile 2020

L’obiettivo è stato quello di creare un dispositivo di semplice ed economica produzione, con caratteristiche di base e senza ambizioni di adattabilità universale, ma che, seppur solo nei casi più semplici, possa essere utile. Questa macchina, nata per aiutare gli esseri umani con difficoltà di respirazione, è stata pensata per essere facilmente costruita con componenti di basso costo e di facile reperibilità (il costo di tutte le parti necessarie supera di poco i 100 euro). E’ necessario precisare però che questa macchina non è un dispositivo medico e non è stata certificata per nessuna delle caratteristiche elencate più avanti.

Tuttavia, malgrado i limiti sopra esposti, considerata la praticità e semplicità del suo funzionamento, abbiamo reso pubblico questo documento per permettere a chi lo desidera, di realizzarlo per tenere in casa un dispositivo che ovviamente ci si augura non debba mai essere utilizzato.

In questo documento e nei relativi allegati, verranno incluse tutte le informazioni necessarie per la realizzazione del ventilatore, e cioè: l’elenco dei componenti e la loro reperibilità, gli schemi costruttivi (meccanico, elettrico ed elettronico) nonché il codice sorgente del software per la programmazione del microprocessore utilizzato.

Il principio di funzionamento di questa macchina è basato sulla generazione ad intermittenza di aria ventilata da inalare attraverso una maschera naso/bocca indossata dal paziente.

 

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Brevi filmati sul funzionamento in modalità autonoma

Breve filmato sul funzionamento in modalità controllata dall’inspirazione (triggered)

 


 

Costituzione del dispositivo per ventilazione assistita:

Le principali parti che compongono questa macchina sono:

1)      un ventilatore centrifugo ad alta pressione

2)      un sensore di pressione differenziale

3)      un scheda elettronica a microprocessore

4)      un pannello di impostazioni dei parametri

5)      un contenitore per applicazioni generiche

6)      un alimentatore adattatore di rete

7)      un tubo flessibile con mascherina naso/bocca

Descrizione del funzionamento del ventilatore respiratorio

Un ciclo di respirazione umana fisiologica è composta da queste tre fasi

-          inspirazione (circa 1,3-1,5 secondi di durata)

-          espirazione (circa 2,5-3 secondi di durata)

-          breve pausa fra espirazione ed inspirazione (circa 0,5 secondi)

La naturale azione di inspirazione avviene tramite l’ampliamento della cavità toracica ottenuta attraverso l’azione dei diversi muscoli inspiratori.

Nel caso in cui il paziente abbia difficoltà ad azionare i muscoli inspiratori per allargare l’arcata costale ed espandere così il volume dei polmoni per inspirare l’aria, il ventilatore respiratorio può essere d’aiuto immettendo direttamente l’aria nei polmoni, determinandone l’espansione e alleggerendo così il carico ai muscoli inspiratori.

Questa immissione di aria deve essere sincronizzata con il primo spontaneo movimento muscolare di inspirazione da parte del paziente.

Entrando nello specifico il meccanismo di funzionamento è il seguente:

appena il paziente tenta di inspirare si genera una depressione, seppur minima, nei polmoni che  viene rilevata dal sensore di pressione posto nella mascherina. Il segnale rilevato dal sensore viene trasmesso al dispositivo di ventilazione che immediatamente genera l’aria pressurizzata che viene immessa nei polmoni. Finita la fase di immissione di aria, il ventilatore si ferma ed il paziente, nei secondi successivi, ha modo di espirare automaticamente l’aria dai polmoni. In questa seconda fase sono i polmoni stessi che, senza alcun aiuto muscolare in virtù solo della loro elasticità, espellono l’aria in essi contenuta.

Al termine della fase di espirazione, il ciclo naturale di respirazione ricomincia e con esso anche l’azione del ventilatore. Con questo sistema, l’immissione dell’aria nei polmoni avviene in modo sincrono seguendo il naturale ciclo di respirazione del paziente.

Il ventilatore funzionerà anche se il paziente non avesse la capacità di iniziare autonomamente la fase di inspirazione. Infatti, il ventilatore è dotato di un timer che lo farà azionare in ogni caso e cioè anche laddove non venisse rilevato alcun segnale di tentativo di inspirazione. In questa ipotesi, trascorso il periodo impostato nel timer il ventilatore immetterà comunque aria nei polmoni. 

Quanto esposto riguarda il funzionamento del ventilatore con modalità di rilevazione attivata. E’ però possibile impostare il ventilatore in modalità autonoma.

In questa modalità il ventilatore immetterà aria nei polmoni a cadenza regolare che prescinde da rilevazione o meno di segnali di inizio di respirazione da parte del paziente. Ovviamente questa modalità verrà adottata nei casi estremi, in cui il paziente non è in condizioni di stimolare la respirazione assistita.

Pannello di controllo: regolazioni ed indicatori

Sul pannello di controllo frontale troviamo quattro manopole, un interruttore, e quatto spie luminose a led.

 

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-          La manopola rossa (Inspiration) permette di impostare il tempo di inspirazione. Il valore impostabile va da 1 a 2 secondi e determina per quanto tempo il ventilatore genererà il flusso continuo di aria pressurizzata da inviare alla mascherina del paziente

-          Il led rosso sopra questa manopola indica che il ventilatore è in azione

-          La manopola bianca (Expiration Fixed) determina la durata del periodo di espirazione. Il valore è impostabile da 1 a 4 secondi e per questo periodo il ventilatore non produrrà il flusso di aria permettendo al paziente di espirare l’aria contenuta nei polmoni

-          Il led verde sopra questa manopola indica che il ventilatore è fermo che siamo nella fase di espirazione dell’aria

-          La manopola di colore arancione (Expiration Triggered) invece determina il periodo massimo di attesa in cui il ventilatore resta ancora fermo aspettando uno stimolo di inspirazione da parte del paziente. Non appena il ventilatore, all’interno di questo periodo, rileva uno stimolo di inspirazione (led rosso trigger), immediatamente parte la ventilazione. Se non avviene alcuno stimolo di inspirazione entro il periodo impostato (è impostabile fino a 4 secondi) il ventilatore partirà comunque e verrà emesso un segnale acustico per avvertire il personale di assistenza che il paziente non è stato in grado di inspirare da solo.

-          Se questa manopola arancione viene messa a zero (off) il ventilatore non resterà in attesa dello stimolo inspiratorio ma finita la fase precedente di espirazione (quella del led verde) il ventilatore partirà immediatamente.

-          Il led giallo sopra questa manopola indica che il ventilatore è in attesa di uno stimolo inspiratorio per poter attivare la ventola e generare l’aria pressurizzata

-          Il led rosso Trigger manda segnale luminoso quando viene rilevata una pressione dell’aria negativa (tentativo di inspirazione da parte del paziente) durante il periodo Expiration “Triggered” impostato tramite la manopola arancione. Se questa manopola è impostata ad “off” il led Trigger non verrà attivato.

-          La quarta manopola, quella di colore blu (Pressure), determina la pressione massima dell’aria in uscita dal ventilatore. Il valore pressione può essere impostato da 5 a 35 cm. di H2O (da 0,5 a 3,5 KPa)

-          L’interruttore in alto a destra 0/1 controlla l’accensione del dispositivo.

 

Descrizione delle parti e schema di funzionamento

Questo dispositivo per la respirazione assistita è costituito da queste quattro principali parti funzionali:

la ventola, il sensore di pressione, il microcomputer, il pannello di controllo.

La prima di queste è una ventola centrifuga ad alta pressione.

Questa viene azionata da un motorino elettrico a corrente continua. La funzione di questa ventola è di aspirare l’aria dall’esterno, pressurizzarla e inviarla, tramite un tubo flessibile, alla mascherina indossata dal paziente. La ventola è definita ad alta pressione, perché produce una “pressurizzazione” dell’aria notevolmente superiore ad una normale ventola.

L’alta pressione, anche se poi non così alta, deve però arrivare almeno a circa 20 cm. di H2O per garantire un valore sufficiente a “gonfiare i polmoni”.

Per ottenere questa caratteristica, questo tipo di ventole hanno una girante che ruota a velocità molto elevata, normalmente superiore ai 10.000 giri al minuto e per questo motivo devono essere ben costruite e bilanciate per minimizzare le vibrazioni ed il rumore prodotto.

In questo progetto, al momento, è stato privilegiato il basso costo ed è stata quindi utilizzata una ventola molto economica (meno di 10 Euro) facilmente reperibile perché utilizzata in un comune gonfiatore per gommoni a 12V.  Questa ventola, nel test che abbiamo eseguito, arriva a produrre una pressione (con flusso zero) di 35 cmH2O.  Per ottenere questa pressione, però, è necessario un alimentatore a 12V. che possa sostenere almeno 4A. continuativi (quello in dotazione non supera i 2A.)

La girante di questa ventola può ruotare a diverse velocità in funzione della tensione applicata al suo motore. Poiché la pressione del flusso d’aria generato dalla ventola è funzione della velocità di rotazione, regolando la tensione elettrica sul motore, si regolerà la pressione dell’aria generata.

La seconda parte funzionale, di questo dispositivo di respirazione assistita, è il sensore di pressione.

All’interno del tubo di trasporto dell’aria, che va dal ventilatore alla mascherina, è stato inserito un secondo tubicino più sottile, che permette di misurare la pressione dell’aria inviata. Questo tubicino percorre tutta la lunghezza del tubo più grande dove passa l’aria, partendo dalla ventola per arrivare fino all’innesto sulla mascherina.

Mentre dal lato della mascherina questo tubicino è lasciato aperto e non collegato a niente, dal lato del ventilatore è connesso ad un sensore differenziale di pressione.

L’altro ingresso, delle due entrate del sensore di pressione, è lasciato aperto all’interno della scatola e non connesso a niente (in realtà non è vero che non è connesso a niente: è stato lasciato libero proprio per misurare la pressione all’interno della scatola).

Questo sensore differenziale ha il compito di misurare la differenza di pressione tra i suoi due ingressi e trasformarla in segnale che indicherà al microcomputer quale è la differenza del valore della pressione dell’aria tra l’interno della scatola (che di fatto è la stessa della pressione ambientale) e l’ingresso dell’aria nella mascherina.

Si è ritenuto opportuno prolungare il tubicino di misurazione fino alla mascherina per migliorare la precisione della misurazione della pressione dell’aria.

Se in condizioni di aria ferma la pressione è infatti sempre la stessa in ogni punto del tubo, con l’aria in movimento ci sarà una differenza di pressione dovuta alla perdita di carico tra l’inizio del tubo, collegato alla ventola, e la fine del tubo collegato alla mascherina. Inoltre, la vicinanza del punto di misurazione alla bocca/naso del paziente, migliora la precisione e la rapidità di risposta del ventilatore al tentativo di inspirazione del paziente.  

Il sensore differenziale ha due funzioni:

-          la prima funzionalità è di misurare la pressione positiva dell’aria pressurizzata generata dalla ventola durante la fase di inspirazione del paziente, e che dovrà mantenersi nei limiti impostati sul pannello di controllo. In questa fase il microcomputer regolerà la velocità della girante della ventola per non superare questi limiti.

-          la seconda funzionalità invece è quella di rilevare il primo stimolo di inspirazione subito dopo la fase di espirazione. In un certo lasso di tempo, impostabile dal pannello di controllo, il sensore rileverà se si presenta un rapido abbassamento della pressione, in seguito allo stimolo di inspirazione del paziente e il microcomputer attiverà quindi immediatamente la generazione di aria pressurizzata per aiutare il paziente a inspirare.

Il sensore utilizzato è il modello MPX5010DP reperibile dalla RS-Components o da altri distributori di componenti elettronici, ed ha una portata fino a 10KPa, cioè 100 cm. di H20, più che sufficiente per le pressioni in gioco che non dovrebbero mai arrivare oltre ai 3,5KPa.

La terza parte funzionale è il microcomputer.

Per questo dispositivo è stato utilizzato un micro della serie Pic16F della ditta Microchip. Il modello scelto è il 16f1718 in versione DIP, che ha già al suo interno tutti i moduli funzionali necessari a questo dispositivo di respirazione assistita come CLOCK, ROM, RAM, ADC, PWM, ecc.

Il microcomputer può essere programmato da un qualsiasi PC tramite una apposita interfaccia come il PICKIT3 o PICKIT4. Il sistema di sviluppo è MPLABX ed è scaricabile gratuitamente dal sito della Microchip. Il programma è stato scritto direttamente in codice macchina (MASM) ed è documentato tra gli allegati.

Il microprocessore è montato su una scheda per circuiti prototipali e non ha al momento un PCB dedicato, che comunque è previsto se questa iniziativa avrà un minimo di seguito. Sulla scheda insieme al micro, sono assemblati tutti gli altri componenti elettronici necessari al funzionamento, come illustrato dallo schema elettrico allegato.  Per l’alimentazione a 12V. del circuito è stato utilizzato lo stesso  adattatore di rete fornito con il gonfiatore, ma naturalmente è consigliabile acquistarne uno più robusto come per es. quello indicato nella lista delle principali parti necessarie.  Sarebbe anche consigliato collegare anche una batteria tampone da 12V. di almeno 10Ah, o in alternativa utilizzare un gruppo di continuità UPS per computer che garantisca il funzionamento anche in caso di assenza di energia elettrica.

La quarta e ultima parte funzionale è il pannello di controllo.

Il pannello è costituito semplicemente da 4 manopole e 4 led, oltre all’interruttore di accensione e ad un segnalatore acustico all’interno della scatola.

Al momento abbiamo ritenuto di mantenere al minimo tutte le possibile opzioni e variabili che possono servire ad adattare il dispositivo a più casi particolari, privilegiando la semplicità e la facile gestione anche da parte di una assistenza sanitaria casalinga.

Le 4 manopole regolano 4 diversi potenziometri collegati al microcomputer e impostano i parametri necessari al voluto funzionamento. I 4 led, ed il segnalatore acustico, anch’essi collegati al microcomputer, segnalano i diversi stati del funzionamento per aiutare e monitorare la corretta regolazione dei parametri.

Elenco delle parti principali

https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/61hvhdMhk7L._AC_SL1001_.jpg

-          Ventola centrifuga ad alta pressione (>20 cmH2O) completa di adattatore 12V. 2A

https://www.amazon.it/gp/product/B07QQXV74M

 

 

 

scatola_poli

 

 

-          Contenitore in plastica (180x110x90)

https://it.rs-online.com/web/p/contenitori-per-applicazioni-generiche/0832649/

https://it.rs-online.com/web/p/contenitori-per-applicazioni-generiche/0220440/

 

 

pic

-          Microprocessore Microchip Pic 16F1718 (DIL 28 pin)

https://it.rs-online.com/web/p/microcontroller/8417541/

 

 

 

-          Schede pcb prototipali millefori

https://www.amazon.it/ELEGOO-Millefori-Prototipo-Circuito-Prototype/dp/B073WR78M6

 

sensore

 

-          Sensore differenziale di pressione NXP mod. MPX5010DP

https://it.rs-online.com/web/p/sensori-di-pressione/7191080/

 

potenziometri

 

-          Potenziometri e manopoline

https://www.amazon.it/GTIWUNG-Potenziometro-Rotativo-Regolabile-3-Terminale/dp/B07WQG1RNZ

 

PicKit

 

-          Programmatore per microprocessori Microchip

https://www.amazon.it/ARCELI-PICKIT3-Simulator-Programmer-Emulator/dp/B07BP65KQD/

 

-          Alimentatore 12 V.  - 7.5A

https://www.amazon.it/Caricabatteria-Adattatore-Alimentatore-Pico-PSU-Connettore/dp/B07588717M/

 

tubo

 

-          Tubo prolunga lavatrice

https://www.amazon.it/Xavax-HAMA-Prolunga-scarico-metri/dp/B003ZYRN1M/

 

 

-          Mascherina

https://www.amazon.it/gp/product/B00P3YRRMC

 

 

Costruzione meccanica

 

Per separare la ventola dal gonfiatore togliamo semplicemente le due viti del coperchio posteriore. Quindi dissaldiamo i collegamenti elettrici. Dal gonfiatore recuperiamo anche l’interruttore ed il connettore di alimentazione.

 

 

La scatola che abbiamo utilizzato è  molto piccola ma ha permesso comunque di contenere tutto il necessario. Naturalmente è possibile utilizzarne di più grandi.

Dopo aver forato la scatola sia sul fondo che lateralmente con una punta a tazza da 31 mm di diametro, sagomiamo e foriamo un rettangolo di pvc forex da 6-8 mm di spessore per fissarlo sul fondo della scatola.

Con l’aiuto della dima in allegato possiamo praticare i fori sulla parte frontale per i potenziometri, i led e l’interruttore on/off

 

            

 

A questo punto possiamo provare ad inserire la ventola e adattare, se necessario, le asole

 

                      

 

Assembliamo il circuito elettronico adattando la dimensione del PCB millefori  e saldiamo i potenziometri sul lato inferiore e i led ed il resto dei componenti sul lato superiore

 

              

 

Il circuito mostrato è il prototipo e quindi i collegamenti sono stati effettuati con dei fili

La scheda sarà fissata sul lato anteriore della scatola tramite gli stessi potenziometri.

 

                

 

Sul bordo posteriore la scheda è invece stata fissata direttamente sulla ventola tramite uno dei fori già presenti sulla ventola stessa.

 

 

Sul bordo posteriore della scatola è stato inserito il connettore di alimentazione, mentre sul lato anteriore è stato inserito l’interruttore On/Off (entrambe prelevati dal gonfiatore).

Sulla bocca di uscita della ventola è stato praticato un foro da 6 mm in cui viene inserito un tubetto di pochi centimetri come mostrato. Questo è il sensore di pressione che verrà portato fino alla mascherina. Nel lato interno alla scatola il tubicino, tramite un raccordo a 90°, andrà collegato al sensore di pressione sul lato indicato, corrispondente al pin 6 (l’altro ingresso deve essere lasciato aperto). Dal lato esterno della scatola nel tubicino viene inserito un tubo metallico che farà da raccordo col il resto del tubicino che andrà alla mascherina.

 

      

 

Il tubicino, passando all’interno del tubo principale dell’aria da 30 mm., arriverà in prossimità della mascherina indossata dal paziente. In questo modo la pressione rilevata sarà proprio quella che viene inspirata dal paziente. Inoltre viene ridotto al minimo il tempo necessario per rilevare l’abbassamento di pressione indotto dal tentativo di inspirazione e quindi la successiva partenza della ventola.

 

Il tubo dell’aria collegato al respiratore è raccordato con la ventola utilizzando uno spezzone di comune tubo idraulico PVC e riscaldato per allargarne il diametro interno a circa 30.5 mm.

 

      

 

Dall’altra estremità del tubo, l’innesto con la mascherina è ottenuto tramite un raccordo.

 

    

 

Sulla mascherina si può notare anche una seconda entrata a cui si può applicare, opzionalmente in caso di necessità, il tubicino dell’ossigeno che va alla bombola o ad una macchina per la concentrazione dell’ossigeno.

Note tecniche sulle caratteristiche e miglioramenti futuri

Il cuore di questo dispositivo è il sistema di generazione dell’aria pressurizzata. Per adempiere a questa funzione in questa macchina è stato utilizzata una piccola ventola con motore a spazzole a corrente continua. Questa scelta è stata dettata principalmente dalla facile reperibilità e dal basso costo, ma naturalmente a scapito delle caratteristiche. I punti critici di questo tipo di ventole sono il rumore, la pressione non molto elevata e l’inerzia nel raggiungere il necessario regime di rotazione, che si traduce in un ritardo nella generazione dell’aria pressurizzata dal momento in cui viene attivata la richiesta.

Abbiamo provato diversi tipi di ventole commerciali e ne stiamo provando altre. La scelta migliore sarà quella di ricorrere a una ventola con una piccola girante (impeller), ma con regimi di rotazione molto alti, superiori ai 30.000 rpm. Le ventole di questa tipologia utilizzano un motore di tipo brushless.  Purtroppo queste ventole, oltre ad essere di più difficoltosa reperibilità, hanno un costo più elevato e richiedono una aggiuntiva complessità circuitale per il loro funzionamento. Il modello che potrebbe essere un perfetto sostituto della attuale ventola è il WM7040 che può arrivare ad una pressione superiore ai 60 cmH2O. Questo modello, corredato dalla sua scheda driver, può  essere facilmente inserito nell’attuale circuito, utilizzando, come controllo della velocità di rotazione, il segnale PWM che attualmente arriva al gate del mosfet di potenza IRLZ44.

Firmware

Il software di programmazione per il microprocessore è stato sviluppato sulla piattaforma MPLABX della microchip (scaricabile gratuitamente dal loro sito) utilizzando un personal computer con Windows.  Il programma di controllo per il uP è stato scritto direttamente in codice nativo del micro. Per la programmazione poi è utilizzato un cavetto a cinque poli che accede direttamente al micro tramite un connettore sulla scheda. Abbiamo usato il programmatore PICKIT4 ma può essere utilizzato qualsiasi altro sistema di programmazione tra quelli compatibili con questa famiglia di uP. Tutto il codice sorgente è incluso tra gli allegati di questo progetto.

Il codice non è molto complesso e può essere facilmente modificato per essere adattato a diverse esigenze.

Di seguito è riportato il diagramma di flusso che riassume il meccanismo di controllo del uP. sull’hardware ad esso interconnesso.

Diagramma di flusso

 

Schema Elettrico

Descrizione del funzionamento elettrico

Il circuito è basato su un uP programmabile in-line della microchip con clock interno settato a 16 Mhz. Il circuito di controllo è costituito da 4 led di segnalazione ottica e 4 potenziometri  che forniscono 4 valori da 0 a 5V. sugli ingressi del uP e da un segnalatore acustico piezoelettrico.

L’alimentazione è predisposta per una tensione di 12V. per un assorbimento di circa 4 ampere di corrente. La tensione della parte logica è di 5V. ed è generata da uno stabilizzatore lineare L7805.

La velocità della ventola controllata dal mosfet a canale N IRLZ44 che è direttamente pilotato sul gate da una uscita del uP 16F1718. La corrente di questa uscita è sufficiente a garantire un tempo di commutazione di circa 2 uS, abbastanza breve per utilizzare un segnale PWM con ciclo di 250 uS ovvero di 4 Khz.

Segnale sul gate del mosfet IRLZ44

In parallelo al motore è utilizzato un diodo veloce BYV34 come “freewheeling” per il recupero della corrente. Inoltre sempre in parallelo al motore è stato utilizzato un mosfet a canale P per cortocircuitare e frenare il motore stesso, riducendo il tempo della fase di decelerazione quando la ventola deve essere fermata rapidamente.

Il sensore di pressione differenziale MPX5010 produce una tensione raziometrica che va da 0 alla tensione di alimentazione (5V.) in funzione della differenza di pressione tra i due ingressi pneumatici. Con una pressione uguale su i due ingressi la tensione in uscita è di circa 0.5V mentre con una differenza di 10KPa (100 cmH2O) la tensione è di circa 4.5V E’ da notare che il sensore può rilevare anche una leggera pressione negativa portando i 0.5V in uscita fino a 0 V.

Il sensore è collegato tramite un tubicino alla uscita della ventola per poterne misurare la pressione in riferimento a quella ambiente, rilevata dalla seconda entrata del sensore lasciata libera.

 

Andamento della pressione letto sul sensore

Nell’immagine sopra possiamo individuare la fase di immissione dell’aria (salita ripida) e la fase di espirazione (discesa asintotica)  seguita infine dalle fase di trigger con pressione negativa.

Dima Pannello di controllo

 

Tutta la documentazione in allegato (in italiano) potete trovarla qui:

 ventilatore_ita.zip

 

Per informazioni, suggerimenti od altre richieste potete scrivere a:

 

ventilator@digitarch.net

 

home page:

 http://digitarch.net/Ventilatore.htm